- Andrea Pinchi

Nasce nel 1967 in una famiglia di costruttori e restauratori di organi a canne. Inizia a dipingere da bambino con Nereo Ferraris (1911-1975), pittore piemontese, compagno della zia Maria Pia Pinchi. Si avvicina alla scultura lignea grazie a Pietro Quagliarini, collaboratore per anni di suo nonno Libero Rino. Dal 1986 comincia ad affiancare Alberto Valeri, designer di suo padre Guido, dedicandosi al design degli organi musicali ed al loro inserimento architettonico. Tra il 1989 ed il 1996 è in contatto
con Aurelio De Felice (1915-1996).
Dal 2005 comincia a sperimentare nuove forme espressive con materiali provenienti dal restauro di antichi organi musicali, il Pincbau, come verrà
definito da Maurizio Coccia. Dopo il suo debutto con la mostra “Organbuilding Rebirth Project” nel 2011 al Museo di Palazzo Trinci di Foligno, a cura di Maurizio Coccia,
partecipa alla 54 Biennale di Venezia, Padiglione Italia, a cura di Vittorio Sgarbi e Gianluca Marziani.
Nel 2014 lascia l’arte organaria per dedicarsi a tempo pieno alla sua attività di artista trasferendosi a Roma nello studio di Piazza Campitelli.
Nel 2015 la sua prima grande personale a Roma, al Complesso del Vittoriano, “Tra materia ed anima, tra memoria e tempo” a cura di Claudio Strinati.
Nel 2019 ritorna alla pittura pura con il progetto delle “Città Invisibili” ispirato all’omonimo romanzo di Italo Calvino. Infatti, dopo le mostre “Mirycae” alla Biblioteca Vallicelliana di Roma a cura di Roberto Gramiccia e “Pincbau” al Civico Museo L. Bailo di Treviso a cura di Gianluca Marziani con opere tridimensionali, nell’ottobre-novembre dello stesso anno presenta la grande opera pittorica “Eutropia” al Museo Macro di Roma a cura di Giuditta Nidiaci.
Ha partecipato ad altre mostre istituzionali come “Organbuilding Rebirth Project” a cura di Maurizio Coccia (2011) e “Inneres Auge” (2022) a cura di Alessandra Bertuzzi alla Zwinglihaus di Basilea, Galleria d’Arte Moderna “Giovanni Carandente” di Spoleto (2011 e 2012) a cura di Gianluca Marziani, “Chaos/Kosmos” al Mazowiecki Instytut Kultury di Varsavia, a cura di Paulina Grubiak, “Auberge de Reves” al Museo Riso di Palermo (2021) a cura di Floriana Spanò, “Tra le immagini” presso l’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia (2022) a cura di Paulina Grubiak, “Il sogno del Mito quotidiano” presso l’Istituto Italiano di Cultura di Atene a cura di Giuditta Nidiaci, “A spasso con Dante” a cura di Gianluca Marziani ed Olga Strada al Museo di Arte Contemporanea Erarta di San Pietroburgo e la doppia personale con Anatol Chechik “A spasso con
Dante, Conversazione con Boccaccio” a cura di Maya Avelitcheva alla Fondazione Andrej Cheglakov di Mosca.
Dal febbraio all’aprile 2026 esporrà presso la galleria Beatrice Burati Anderson di Venezia un ciclo di opere dedicate alla figura di Franco Basaglia.
E’ presente in Fondazioni e Collezioni private a Basilea, Bonn, Bruxelles, Dubai, Firenze, Liegi, Londra, Madrid, Milano, Mosca, New York, Roma, San Pietroburgo, Teheran, Tenerife, Tiblisi. Vive e lavora tra Roma e Bienne (Svizzera).